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fenomenologia del mio cervello in movimento
è stato bello, a volte, nonostante tutto
post pubblicato in Diario, il 22 gennaio 2009

Capita a volte di sentire un richiamo che proviene dalla strada. Arriva mentre sei chiuso nella tua stanza, ad organizzare qualcosa di assolutamente improrogabile, di necessario di vitale per il mondo. Il tuo e quello di pochi altri.

E mentre il mondo, quello vero, vive e grida di rabbia, di indignazione, mentre le persone come te sono fuori a sfogare nel ballo e negli slogan la voglia di cambiare il mondo, tu sei curvo su una scrivania, o seduto intorno ad un tavolo guardando negli occhi altri come te. Questi, davvero uguali a te. Vorresti uscire a guardare, anzi, a partecipare a  quello che succede fuori ma qualcuno ti fulmina, con un sorriso cinico e uno sguardo di compassione, una parola di sufficienza per quelli che stanno fuori e il compiacimento per noi, che sappiamo di numeri, di seggi, di operazioni di voto, di democrazia insomma. Peccato che ci siano certe manifestazioni proprio in questo periodo. Forse sarà più difficile del previsto portare ragazzi e ragazze a votare per le primarie, presi come sono dalla protesta universitaria.

La cecità con cui i giovani democratici si sono approcciati alla protesta studentesca anteponendo alla battaglia democratica per la nostra università le primarie, rendendole una gara interna in barba al divenire del mondo mi ha fatto definitivamente capire che ho esaurito la speranza.

 

Speravo che il PD fosse un grande partito. Ad oggi è solo un grosso partito. Numeri, parlamentari, costituenti e coordinatori, scatole cinesi, commissari e garanti, comitati promotori, correnti associazioni. Non manca niente.

Ma forse nel trasloco che DS e Margherita hanno fatto per sistemarsi nel moderno (come il PD) e nuovo (ancora come il PD) loft romano, hanno dimenticato lo scatolone su cui era scritto “idee”

O questi fantomatici scatoloni sono dentro lo sgabuzzino del loft, insieme ai detersivi e alla carta igienica. Io di certo non lo saprò mai.

 

Speravo, ma forse in fondo lo sapevo. Mi sono candidata alla primarie del 14 ottobre e, quest’anno, a quelle dei giovani. Nel mezzo non sono riuscita a capire in che modo sarebbe stata l’ora delle idee. Perché ne abbiamo così tante e – a quanto pare – siamo tutti così sensibili, che per non scontentare nessuno, non ne promuoviamo neanche una.

Nulla che non sia contingente, immediato, funzionale ad un qualcosa che si deve ottenere al più tardi domani deve essere espresso, pensato e voluto. Solo così la moderna forma partitica, il nuovo, il grande, il bello, l’immenso e democratico partito democratico può andare avanti.

Non serve riempire Roma di manifestanti se poi manca una cornice ideale, di valori, una visione d’insieme del Paese, un progetto che non sia di risposta vuota all’agenda che detta la maggioranza ma che sia organico e pensato.

Ho iniziato a fare politica molto presto perché ho delle idee e ho la presunzione di pensare che siano migliori di quelle di chi pensa al mondo come il luogo della competizione, della violenza verbale, della sopraffazione e del potere a tutti i costi, di chi vede la politica come un mercimonio di cariche e di sottogoverni, come luogo di gestione del mero potere contrapposto alla voglia di cambiamento.

Nel PD ho conosciuto persone splendide e vere, nelle quali ho però visto la rassegnazione dell’essere sopraffatti da qualcosa di più grande, dalla necessità di nascondere sotto il tappeto le brutture che questo partito ha avuto la capacità di creare. Ho capito che queste persone sono rassegnate a stare in un partito che appare già immutabile e nel quale non si può “rompere” più di tanto, perché comunque vada non cambia nulla.

 

Ho capito, con molta sofferenza in realtà, che il PD non è il posto per me.

La disattenzione e l’approssimazione con i quali si trattano tematiche fondamentali come il diritto all’autodeterminazione dell’individuo, la multiculturalità della società, le libertà civili, la cultura, la giustizia, la laicità a vantaggio di tutt’altro non possono che portarmi ad una profonda crisi di coscienza.

Per questo motivo trasmetterò in questi giorni agli organismi competenti una lettera di dimissioni irrevocabili dal PD e dai GD a tutti i livelli poiché ho deciso di spostare il mio impegno politico verso forme differenti da quelle partitiche.

 

Grazie a tutti.

È stato bello, a volte, nonostante tutto.


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permalink | inviato da simonamelani il 22/1/2009 alle 18:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (32) | Versione per la stampa
La questione immorale
post pubblicato in Politica, il 7 dicembre 2008
La questione morale è una cosa seria.
Troppo seria perchè io pretenda di voler insegnare qualcosa a qualcuno.
Esiste in Italia anche una questione immorale.
Perchè è immorale che chi porta gli inquisiti e i condannati in Parlamento si erga a paladino della giustizia.
Perchè è immorale che in questo Paese non ci sia memoria, mai.
Perchè è immorale che ogni scusa sia buona per chiedere la riabilitazione di Bettino Craxi e l'istituzione dei beati martiri di Tangentopoli.
Perchè è immorale fare sciacallaggio così come fare finta di niente.
Perchè è immorale che non ci sia ancora una sollevazione popolare nei confronti di questi disonesti che ci prendono per i fondelli dalla mattina alla sera mentre una mano lava l'altra.

Servono regole serie per la definizione delle candidature. Serve la massima trasparenza negli uffici pubblici. Serve che gli italiani si diano una svegliata e che la smettano di gettare fango sulla poltiica salvo poi votare in massa il più ladro e mafioso di tutti.
Grillismo?
No, semplicemente... la questione morale passa da noi.

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permalink | inviato da simonamelani il 7/12/2008 alle 21:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Amen
post pubblicato in Politica, il 17 giugno 2008
Che dire? Che fare?
dove è andata bene (per il PD) il centrodestra ha preso il 70%. (E il PD il 15)

La colpa è nostra. Riflessioni più articolate a domani
Buonanotte.


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permalink | inviato da simonamelani il 17/6/2008 alle 2:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
Liste democratiche
post pubblicato in Diario, il 7 marzo 2008

Reduce dall'influenza e da un paio di corse all'ospedale (niente di grave comunque), che mi hanno fatto capire che nella sanità pubblica c'è chi fa bene il proprio dovere anche senza i mezzi adeguati, torno al mio blog.

Il malumore sulle candidature c'è, ed è palese, tra gli iscritti e i simpatizzanti del PD.
Riconfermare Beppe Lumia nelle liste è stato sacrosanto: lo dimostra il fatto che, quando Veltroni ha annunciato la capolistatura del vicepresidente della commissione antimafia al Senato durante un comizio nel Nord Italia (e non a Termini Imerese, città di Lumia) la piazza sia esplosa i un grande applauso.

Tuttavia la questione non può considerarsi chiusa. Urge la convocazione della costituente regionale, perchè non è possibile che candidati "esteri" vengano calati nelle liste siciliane e che i giovani siciliani siano solo riempilista. E che Loredana Ilardi, annunciata come capolista sia nona.

Comunque, che serva la costituente per chiarire determinati aspetti, è chiaro.
Corrono sul web diversi appelli. Uno lo trovate
qui

Riflessioni amare di una militante
post pubblicato in Politica, il 25 gennaio 2008

Mi sono sempre considerata una militante innanzitutto. Dei DS prima, del PD ora.
E al di là di tutto ci sono cose che viste con l'occhio di chi milita per passione, risultano ancora più drammatiche.
Quello che è successo ieri sera al
Senato ha oscurato, in parte, la vicenda Cuffaro.
Ieri all'Ars il centrosinistra ha presentato la mozione di sfiducia al presidente della regione. L'esito era scontato. Noi giovani di
Generazione Democratica  abbiamo presidiato il gruppo parlamentare del Pd, chiedendo ai nostri deputati di parlare anche a nome nostro.
Non immaginavamo, o meglio, speravamo che al senato non finisse come è finita.
Al di là della cronaca, mi preme dire che quello che è successo al Senatore Cusumano è qualcosa di osceno, indegno di un paese civile.  Urla, insulti, sputi. Il senatore Cusumano è stato coerente con il mandato ricevuto, al di là delle chiacchere: votare si e rompere con Mastella, al quale è legato da un profondo rapporto di amicia non deve essere stato facile, nè politicamente nè umanamente. Al Senatore Cusumano va tutta la mia personale solidarietà.

E poi, volevo sapere se anche voi, che avete fatto le campagne elettorali, che avete girato le case, i paesi, che avete parlato con tutti quelli che conoscete e anche con quelli che non conoscete, che ci avate messo la faccia e anche qualcos'altro, siete incazzati come me.
Perchè, non so voi, ma io ho spiegato alla gente che noi siamo diversi. E davvero, in questo momento non saprei con quale faccia chiedere il voto alle prossime elezioni, per il centrosinistra e per il PD.
Perchè io non ho una lobby, non ho posti di lavoro da dispensare nè favori da elargire. Solo la forza e la pulizia delle mie idee. Che sono state mortificate da un centrosinistra che non è stato in grado di governare il Paese.
E sono sicura che la vicenda del Governo, a chi non è più deputato o ministro, un po' bruci e faccia male: ma a me, e credo a tutti voi, militanti veri,  brucia molto, molto di più

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